Il Cortina Sliding Centre «Eugenio Monti» è al 98% di completamento.
Le ultime lavorazioni sono in corso all’area di partenza della pista, dove Impresa Pizzarotti è ancora al lavoro per portare a termine gli ultimi interventi con la stessa cura e precisione che hanno contraddistinto l’intero cantiere.
Le piantumazioni delle alberature, previste nel progetto di inserimento paesaggistico, verranno effettuate in autunno, come da cronoprogramma, completando la progressiva integrazione dell’impianto nel bosco dolomitico circostante; il tetto giardino che già copre il 90% del tracciato scompare tra gli alberi, rendendo la pista parte integrante del paesaggio.
La notizia più significativa riguarda il futuro: è già in progettazione il Memoriale dello Sliding Centre, un progetto culturale e architettonico che andrà a unire e valorizzare la vecchia e la nuova pista “Eugenio Monti”, suggellando in un unico racconto la storia centenaria di questo sito con la visione innovativa che ha guidato la ricostruzione. Il Memoriale sarà il luogo in cui tradizione e innovazione si incontreranno fisicamente, esaltando la legacy culturale di un impianto che rispetta la propria comunità aprendosi al mondo intero.
Il Commissario Straordinario di Governo e Amministratore Delegato di SIMICO S.p.A., Arch. Fabio Massimo Saldini, intervenuto in questi giorni alla Cortina Design Week organizzato da Cortina for Us, ha tracciato il significato più profondo di quello che si sta completando: “Le strade si consumano, le piste si ammodernano, i palazzetti vengono sostituiti. Ma un modo migliore di fare le cose pubbliche, se attecchisce, dura molto di più. È quel patrimonio conoscenze e di saper fare che non va disperso.»
Saldini ha poi indicato il parametro con cui giudicare il successo delle infrastrutture olimpiche tra vent’anni: «La risposta potete osservarla già in questi giorni al pistino di Fiames, dove atleti di bob e skeleton si stanno allenando. L’impatto positivo dei Giochi ha portato moltissimi giovani ad avvicinarsi a queste discipline. Anche solo permettere di coltivare e realizzare il sogno di uno di questi giovani di partecipare alle prossime Olimpiadi, allenandosi nella pista di casa, è il successo vero del nostro lavoro, che dedichiamo a questi giovani. La qualità di un’opera si misura quando smette di appartenere a chi l’ha costruita e diventa patrimonio di chi la vive».
